Malignaggi, un guerriero per Milano

Malignaggi, un guerriero per Milano

Sabato 26 settembre l’ex iridato che ha l’Italia nel cuore sarà protagonista di una riunione al Principe: “Emozionato”

Un grande tenore a teatro. Il Principe riapre sabato 26 settembre per la stagione autunno-inverno 2016 e il cartellone si illumina subito di un nome che ha attraversato la storia della boxe americana, cioè di quella che conta davvero, negli ultimi dieci anni: Paul Malignaggi, ex iridato superleggeri e welter, che a Milano tornerà a combattere in un match di collaudo dopo la sconfitta del 1° agosto contro Danny Garcia al Barclays Center di New York.
ORGOGLIO ITALIANO — Un colpaccio della famiglia Cherchi, che non poteva trovare un protagonista più degno per ricominciare l’avventura nella location di Viale Bligny. Perché «Paulie» non è soltanto un pugile spettacolare, di grandissimo cuore, un fighter all’antica di quelli usciti dalle palestre di Brooklyn, con un carriera che dal 2004 in pratica gli ha riservato solo incontri titolati, ma è anche e soprattutto un figlio di emigranti che ha sempre vantato con orgoglio le ascendenze italiane, italianissime, tanto da indossare sempre sul ring pantaloncini con il tricolore. Ed è lui stesso da Palazzolo Acreide, il paese dei genitori in provincia di Siracusa dove sta passando qualche giorno di vacanza, a confermare l’evento in un italiano molto brillante: «Lo sapete, è sempre stato un mio sogno disputare un match in Italia, in particolare per onorare la memoria di mio nonno che era un grandissimo appassionato di pugilato. Quello di Milano a fine settembre sarà un incontro per testare la condizione dopo la sconfitta contro Garcia, in pratica un rientro all’attività. Di solito salgo sul ring per match più importanti, ma l’occasione era troppo preziosa e ho lasciato prevalere l’emozione di esibirmi davanti al pubblico del mio paese d’origine. Volevo una sfida in Italia e finalmente l’avrò».
progetti — Secondo i programmi, «Paulie» tornerà a Milano una settimana prima della serata del Principe, ma sul futuro non vuole esprimersi: «Per adesso penso solo a quel match, vediamo cosa sarò in grado di fare e poi deciderò, anche in base alle offerte che potrebbero arrivare. Mi dispiace soltanto di aver affrontato Garcia con troppa ruggine sulle spalle dopo 16 mesi di inattività». Insomma, Malignaggi giustamente si ritiene ancora molto competitivo come pugile, anche se la sua carriera di telecronista per Showtime è in rampa di lancio, grazie alla competenza tecnica e alla verve supportata da un frizzante sense of humor. Certo, pare definitivamente saltata l’opportunità di un campionato europeo dei superleggeri di straordinaria suggestione contro Gianluca Branco, perché l’ente continentale ha tolto l’italo-americano dalle classifiche dopo il k.o. contro Garcia, promuovendo Bundu a sfidante ufficiale. Poco importa, il Principe avrà la possibilità di ammirare un campione vero ed estremamente popolare negli Stati Uniti, degno epigono dei talenti che in passato hanno fatto della piazza milanese una delle capitali della nobile arte.
ATTIVITA’ — La riunione del 26 settembre, in cui combatteranno anche Moscatiello (al rientro dopo l’infortunio ad un occhio) e De Donato rappresenterà dunque il primo appuntamento della nuova stagione del Teatro restituito all’antico amore della boxe dalla famiglia Cherchi: ad ottobre, come ricorda Alessandro, si terrà una seconda serata in cui saliranno sul ring altri pugili della scuderia Opi 2000, prima di un grande evento a novembre con un match titolato come clou. Intanto, sul versante Di Rocco, non spaventa la presa di posizione della Top Rank di Bob Arum che vorrebbe Benavidez fosse investito del titolo mondiale Wba, visto che il detentore Vargas è salito tra i welter. Michele è numero 4 dell’ente, è forte di un contratto siglato e davanti a lui Broner e Amir Khan sono fuorigioco. The King, preparati per il Mondiale.

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